Blog de César Salgado

Rossini: “La calunnia è un venticello” (Robert Lloyd, Ruggero Raimondi)

Gioachino Rossini (1792 – 1868; algunhas veces escribía o seu nome “Gioacchino”) foi un grandísimo compositor, coñecido sobre todo polas súas óperas. Entre estas, ocupa un lugar especial na miña vida “Il barbiere di Siviglia, ossia L’inutile precauzione”, porque foi a primeira na que participei, formando parte do Coro Universitario de Santiago de Compostela (ano 1990).

Estreouse no 1816, e as partes vocais dos solistas son preciosas, pero dificilísimas, case imposibles. Traio agora “La calunnia è un venticello”, aria de Don Basilio. Aquí o baixo é Robert Lloyd:

Outra interpretación, esta de Ruggero Raimondi (ano 1980; neste vídeo so está a aria):

Texto tomado da páxina “Libretti d’opera italiani”:

BARTOLO

[Ah barbiere d'inferno!
Tu me la pagherai...] Qua don Basilio
giungete a tempo. Oh! io voglio
per forza o per amor dentro domani
sposar la mia Rosina. Avete inteso?

BASILIO

(dopo molte riverenze)

Eh voi dite benissimo
e appunto io qui veniva ad avvisarvi…

(chiamandolo a parte)

ma segretezza!… è giunto
il conte d’Almaviva.

BARTOLO

Chi? l’incognito amante
della Rosina?

BASILIO

Appunto
quello.

BARTOLO

Oh diavolo! Ah qui ci vuol rimedio.

BASILIO

Certo: ma… alla sordina.

BARTOLO

Sarebbe a dir?…

BASILIO

Così, con buona grazia
bisogna principiare
a inventar qualche favola
che al pubblico lo metta in mala vista,
che comparir lo faccia
un uomo infame, un’anima perduta…
Io io vi servirò: fra quattro giorni,
credete a me, Basilio ve lo giura,
noi lo farem sloggiar da queste mura.

BARTOLO

E voi credete…

BASILIO

Oh certo! è il mio sistema,
e non sbaglia.

BARTOLO

E vorreste…
ma una calunnia…

BASILIO

Ah dunque
la calunnia cos’è voi non sapete?

BARTOLO

No davvero.

BASILIO

No? Uditemi e tacete.

[Aria]

BASILIO

La calunnia è un venticello,
un’auretta assai gentile,
che insensibile, sottile,
leggermente, dolcemente
incomincia a sussurrar.

Piano, piano, terra, terra,
sotto voce, sibilando
va scorrendo, va ronzando;
nelle orecchie della gente
s’introduce destramente,
e le teste ed i cervelli
fa stordire e fa gonfiar.

Dalla bocca fuori uscendo
lo schiamazzo va crescendo:
prende forza a poco a poco,
scorre già di loco in loco,
sembra il tuono, la tempesta
che nel sen della foresta,
va fischiando, brontolando,
e ti fa d’orror gelar.

Alla fin trabocca, e scoppia,
si propaga si raddoppia
e produce un’esplosione
come un colpo di cannone,
un tremuoto, un temporale,
un tumulto generale
che fa l’aria rimbombar.

E il meschino calunniato,
avvilito, calpestato
sotto il pubblico flagello
per gran sorte va a crepar.

Marzo 23, 2008 - Publicado por César Salgado | Music, Opera, Rossini, Vocal music | | Aínda non hai comentarios

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